La finanza globale investe sulle fiere. E l’Italia (per ora) resta a guardare
In 8 settimane allocati più capitali che negli ultimi 8 anni. Il sistema italiano, legato ai territori, studia come intercettare questo trend
La finanza globale sta investendo nelle fiere, mentre l'Italia (per ora) resta a guardare. Durante il Covid e immediatamente dopo, molte persone credevano che lo settore delle fiere fosse perduto. Le nuove tecnologie, come l'intelligenza artificiale, sembravano minacciarlo. Tuttavia, cinque-sei anni dopo, il sistema fieristico è in meglio che mai, soprattutto in Italia, dove ha continuato a crescere anche nei primi sei mesi dell'anno.
Anche le tecnologie che sembravano minacciare l'industria stanno diventando un motore di crescita, grazie alla possibilità di partecipare a eventi dal vivo. Per primi, gli investitori internazionali hanno notato questo fenomeno, guidati da importanti riviste finanziarie. Negli ultimi otto mesi, si sono verificate quattro delle più grandi transazioni private dell'industria fieristica, con valori compresi tra 1,5 e 1,8 miliardi di dollari.
La concentrazione in settore è senza precedenti, ma la situazione in Italia e Germania rimane indeterminata. La causa di questa esclusione è legata al fatto che entrambi i paesi hanno un'industria fieristica focalizzata su quartieri e associazioni industriali che danno priorità alla promozione territoriale e delle imprese locali.
Tuttavia, è necessario investire per rinnovare le strutture, utilizzando l'IA e gli eventi ibridi per massimizzare i profitti e la quota di mercato.
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