Pubblicità, in Europa cresce il divario fra piattaforme ed editori
La pubblicità cambia padrone. E chi produce informazione perde terreno. In Italia gli editori raccoglievano il 67% delle risorse pubblicitarie nel 2019; nel 2025 si fermano al 41%. Le piattaforme...
La pubblicità in Europa mostra un crescente divario tra piattaforme e editori. Negli ultimi sei anni, il peso degli editori nelle risorse pubblicitarie è diminuito significativamente. Nel 2019, in Italia, gli editori raccoglievano il 67% delle risorse, mentre nel 2025 questo numero è sceso al 41%. Al contrario, le piattaforme globali hanno visto il loro peso aumentare, da il 33% del 2019 al 59% nel 2025.
Questo trend è osservabile in altri paesi europei come Francia, Spagna, Regno Unito e Germania. La differenza è aumentata, ad esempio in Regno Unito, dove il divario passò da 60% contro 40% nel 2019 a 78% contro 22% nel 2025. Questo squilibrio evidenzia la concentrazione dei ricavi e delle risorse nella mano di pochi grandi gruppi come Alphabet, Meta e Amazon, che insieme controllano oltre il 70% della pubblicità online in Italia.
Questo allargamento della distanza non riguarda solo i bilanci delle imprese, ma mette anche a rischio la qualità e l'autenticità delle informazioni, poiché la selezione e la presentazione delle notizie potrebbero essere influenzate dagli algoritmi e dagli interessi commerciali delle piattaforme.
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