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Fondi europei 28-34: le regioni più ricche sfidano l’indecisione del governo e vanno in “autogestione”

In attesa che da Roma venga sciolta la riserva sul ruolo che le regioni avranno nella prossima programmazione europea, un gruppo di regioni del Nord hanno deciso di anticipare i tempi e lavorano ad un piano-ombra provando a forzare l’inerzia del ministero degli Affari europei e la coesione

Fondi europei 28-34: le regioni più ricche sfidano l’indecisione del governo e vanno in “autogestione”

Le regioni del Nord Italia non possono permettersi di rimanere fuori dal processo di gestione dei fondi strutturali europei per il periodo 2028-2034. Con un Governo indeciso sulla preparazione del negoziato con la Commissione europea, queste regioni hanno opté per l'autogestione. La Lombardia, il Piemonte, l'Emilia-Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana hanno lanciato l'iniziativa per preparare un piano-ombra, attendendo indicazioni concrete dal Rome riguardante il Piano di partenariato nazionale e regionale che sostituirà i oltre 50 piani regionali attuali.

I paesi europei hanno preso posizione riguardo al ruolo delle regioni nella prossima programmazione, l'Italia rimane l'unica a non averlo fatto. Mentre alcuni, come la Germania e la Francia, hanno confermato il ruolo centrale dei territori, altri come la Spagna e la Grecia hanno confermato l'attuale gestione centralizzate. Due aspetti della proposta della Commissione europea sul prossimo bilancio pluriennale (QFP) preoccupano le regioni sviluppate: l'assenza di una clausola di salvaguardia specifica per le diverse categorie di regioni e una drastica riduzione delle risorse europee concesso agli Stati membri per fare spazio alle spese per la difesa e al nuovo fondo competitività.

Ci sono due fronti di lavoro per affrontare queste questioni. In primo luogo, il fronte interno che punta ad anticipare le decisioni del Governo sul ruolo delle regioni nella prossima programmazione. Sul fronte europeo, l'Alleanza per la coesione, che riunisce circa 160 regioni di tutti i paesi membri, cerca di ottenere ascolto al Parlamento europeo, che può incidere sui regolamenti sulla proposta di bilancio complessivo nonostante i pochi poteri che ha.

La prossima settimana, il gruppo del Nord intendeva presentare un position paper alla Conferenza delle regioni per costruire una proposta strutturata e coerente con le linee guida europee, che se avrà difficoltà ad ignorare se non per la mancanza di tempo.

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