La manifattura cerca giovani laureati Stem (e fatica nel 42% dei casi)
Per ingegneri e profili tecnici le difficoltà di reperimento raggiungono il 65 per cento. Introvabili anche i ruoli operativi di fabbrica
Nel corso degli ultimi pochi anni, il tasso di difficoltà nel reclutamento di giovani laureati STEM nelle aziende manifatturiere è aumentato in modo significativo, passando da circa il 27% a oltre il 42%. Questo cambiamento ha evidenziato l'aggravamento del problema, che non riguarda solo alcune regioni, ma tutta la manifattura italiana.
La crisi di occupazione è stata mitigate dal calo demografico e dall'esportazione di giovani, creando una nuova situazione in cui le imprese hanno difficoltà a colmare le proprie necessità organizzative. Il calo del settore manifatturiero, che è diminuito del 17% tra il 2007 e il 2024, è principalmente dovuto al declino nel tessile-abbigliamento e in alcuni settori tradizionali esposti alla concorrenza delle economie emergenti.
La mancanza di addetti qualificati, in particolare nel settore dei lavori STEM, è evidente con una difficoltà di reclutamento che oscilla tra il 55 e il 65% per ingegneri e tecnici vari, e in alcune figure specializzate, come i saldatori, fino al 70%. Le imprese stanno ricorrendo sempre più a nuove tecnologie, come robot umanoidi, per colmare le lacune di lavoro, e le aziende multinazionali offrono ai giovani la possibilità di acquisire esperienza internazionale, rendendo l'attrattiva di lavorare nel settore manifatturiero ancora più forte.
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