Nella corsa ai data center riflettori puntati sulle miniere ancora utilizzabili
La corsa per costruire nuovi data center è iniziata e, nel panorama dei potenziali siti rientrano anche le miniere. Soprattutto quelle in sonno ma con una infrastruttura ancora valida e...
La corsa per la costruzione di nuovi data center si è avviata, con le miniere che si inseriscono nel panorama dei potenziali siti. Le miniere con infrastrutture ancora valide e funzionanti, caratterizzate da gallerie caramelle e energia necessarie, sono particolarmente interessanti. Il primo data center in Italia è stato inaugurato a Predaia in Trentino, in una miniera di dolomia.
La struttura, chiamata Intacture, è stata realizzata a cento metri di profondità e posì in pratica un supercalcolo per l'intelligenza artificiale.
Il progetto Pnrr delle infrastrutture digitali ha completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Dopo il completamento delle attività estrattive nel 2024, nel 2025 saranno realizzate le infrastrutture e inizieranno i sistemi tecnologici. Il secondo progetto in Sardegna è il "Digital Vault Sulcis" in una miniera di carbone di Nuraxi Figus. Questo progetto, avviato lo scorso anno, prevede un data center alimentato interamente da energia rinnovabile.
Un altro progetto in Sardegna, "Digital Metalla", realizzato da Dauvea, prevede l'installazione di server in galleria. L'idea di utilizzare le miniere per la costruzione di data center è vista come positiva, poiché permette il riutilizzo di gallerie e infrastrutture minerarie, limitando il nuovo consumo di suolo e garantendo temperature più stabili. Tuttavia, devono essere attentamente verificate la stabilità delle gallerie, la ventilazione, gli accessi e le vie di fuga, il rischio d'incendio e la gestione delle acque.
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