Il dossier Iveco al Mimit, Tata conferma la centralità dell’Italia
I sindacati: «Monitoreremo affinché agli impegni seguano strategie concrete», per la Fiom è troppo breve l’impegno sull’occupazione per soli due anni - Urso ribadisce: «Iveco asset fondamentale per l’Italia»
L'incontro tenuto al Mimit dopo la cessione di Iveco a Tata Motors ha confermato l'importanza dell'Italia per il futuro del gruppo. Olof Persson, CEO di Iveco Group, ha riconosciuto gli investimenti di 76 milioni di euro realizzati negli stabilimenti italiani, con 14 mila dipendenti in totale, per un periodo di soli due anni. Girish Wagh, CEO di Tata Motors Commercial Vehicles, ha sottolineato la centralità dell'Italia nello sviluppo futuro di Iveco, evidenziando le competenze tecnologiche e la filiera dei fornitori nazionali.
Tata Motors è tenuta a verificare le garanzie per l'occupazione, la ricerca e lo sviluppo per un periodo più lungo rispetto ai due anni attualmente previsti. La Fiom e la Cgil hanno espresso la necessità di un nuovo piano industriale di sviluppo per tutti gli stabilimenti italiani, per garantire la competitività internazionale del gruppo.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l'importanza dei mezzi finanziari per rafforzare la presenza produttiva in Italia e la competitività sulle aree di mercato.
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