L’ex fabbrica di rame diventa luogo di cura per più di 100 patologie
E’ nato nel 2007 come campo estivo per offrire soggiorni gratuiti ai ragazzi malati di tumore (la cosiddetta terapia ricreativa), ma in vent’anni di vita Dynamo Camp è andato ben...
Nel 2007, la fabbrica di rame a Limestre, nella Montagna pistoiese, è stata trasformata da un imprenditore di nome Vincenzo Manes del gruppo Kme in un'innovativa oasi di cura e svago per i giovani malati di tumore. La terapia ricreativa, nota come Dynamo Camp, è diventata un "villaggio" di 40 ettari all'interno di un'immensa oasi del Wwf di 900 ettari. Nel corso di vent'anni, Dynamo Camp si è espanso ben oltre le previsioni originali, ospitando più di 100 patologie e numerosi familiari, nonché 16.000 volontari.
Finora, Dynamo Camp ha raccolto 120 milioni di euro, con circa il 40% proveniente da singole persone, il 36% dai contributi aziendali e 18% da fondazioni e associazioni. La Fondazione Dynamo, guidata da Serena Porcari, gestisce il camp e detiene azioni in tutta la sua rete aziendale, che comprende servizi come la formazione, l'abbigliamento, l'agricoltura e l'alimentazione, oltre alla cultura e alla creazione di comunità che servono la montagna, come un asilo e attività sportive.
La campagna ha avuto un impatto economico notevole sull'area periferica della Montagna pistoiese, fornendo lavoro a 610 persone, tra cui il 70% proveniente dal territorio.
L'attività di Dynamo Camp è stata fondata sull'iniziativa filantropica avviata da Paul Newman nel 1988, che ha dato origine alla federazione di camp indipendenti SeriousFun Children's Network. Oggi, il camp affronta la sfida di una possibile sostenibilità a lungo termine, lanciando una campagna "Anch’io voglio diventare socio Dynamo" il fine settimana del 3-4 ottobre per attirare nuovi sostenitori, mirando a raddoppiare il numero di soci entro il 2028.
Una recente ricerca presso l'Università Bocconi ha valutato i risultati del camp, rivelando un miglioramento del benessere dei genitori e della soddisfazione nelle relazioni familiari, misurati rispettivamente con l'Index Wellbeing dell'Organizzazione mondiale della sanità, che sono passati da 3,96 a 4,55 e da 4,38 a 4,84.
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