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Franchising, in aumento chi investe all’estero

Almeno il 20% delle insegne italiane del franchising nell’arco dei prossimi tre anni intende espandersi all’estero andando ad aggiungersi a quel 41% di catene italiane presenti oltreconfine. A dirlo è...

Franchising, in aumento chi investe all’estero

Almeno il 20% delle aziende italiane del franchising intende espandersi all’estero nei prossimi tre anni, secondo uno studio di Assofranchising presentato al Salone Franchising Milano. La presenza di catene italiane all’estero è attualmente del 41%. Lo studio ha preso in esame 121 brand esposti al Salone, di cui 15 sono esteri e provenienti da 11 paesi.

L'internazionalizzazione del franchising è vista come una prospettiva strategica, ma le catene italiane devono affrontare mercati, normative e modelli di consumo diversi. I settori con la maggiore tendenza all'espansione all’estero sono l'abbigliamento (58%), la ristorazione (56%), l'arredamento (55%) e la cura della persona (53%).

Tuttavia, la presenza oltreconfine della Gdo (General Director Operator) è più contenuta, con solo il 9%. Il Retailer Barometer Confimprese-Jakala riporta che l'Italia registra una crescita leggera delle vendite al +0,7% a parità di rete, mentre il Retailer Barometer Confimprese-Jakala previsione per fine anno è di +0,4%. I piani di sviluppo delle aziende confermano una rete in espansione che guarda oltre alla congiuntura, con il 86% delle aziende che conferma le aperture stimate per l'anno in corso.

Il valore del commercio moderno in Italia è di 39 miliardi di euro e il settore da lavoro impiega 327mila persone, con un aumento del 12% rispetto al 2025. Le reti in franchising sono esposte alla debolezza della domanda, che nei primi otto mesi del 2026 registra un calo dello 0,6%.

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