Carta, il 20% delle aziende valuta la chiusura per il caro energia
Il settore, tra i più energivori, risente strutturalmente dell’aumento esponenziale dei costi. È già accaduto tra il 2022 e il 2023, quando la guerra tra Russia e Ucraina ha messo in evidenza la fragilità del sistema di approvvigionamento nazionale
Almeno trenta cartiere italiane si trovano in crisi e valutano la possibilità di fermare la produzione se il costo dell'energia non diminuisce, secondo un recente rapporto. Il settore della carta, tra i più consumatori di energia, sta affrontando un aumento esponenziale dei costi, che si è acuto dopo la guerra tra Russia e Ucraina nel 2022.
Oggi, le imprese stanno lavorando con un precario equilibrio tra costi e ricavi, con alcune che già sono in perdita e altre che valutano la chiusura nei prossimi giorni. Il prezzo del gas è il principale problema, che riduce la marginalità dell'industria del 40% e pone una forte pressione sul bilancio. Gli imprenditori chiedono provvedimenti politici per aiutare le aziende, tra cui la riduzione dell'Iva e l'introduzione di crediti d'imposta per shock energetici.
Molte aziende, tra cui Cartiere di Trevi con 75 dipendenti, stanno ancora resistendo per completare gli ordini già inoltrati, ma temono che in poche settimane potrebbero essere costrette a chiudere. La prospettiva di dover portare la materia prima da riciclare all'estero e l'aumento dei costi degli imballaggi e delle confezioni potrebbero avere un impatto negativo sulle economie locali.
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