Ex Ilva Taranto: piano governativo a fasi per gestire lo stop all’area a caldo e le ripercussioni occupazionali
Ora che la Corte d’Appello di Milano ha confermato , con un’ordinanza emessa l’11 settembre, che l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto dovrà fermarsi entro fine ottobre perché...
La Corte d'Appello di Milano ha confermato l'obbligo di fermare l'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto entro fine ottobre a causa dell'inquinamento e del suo effetto nocivo sulla salute. Il governo ha chiamato i sindacati per una riunione a Palazzo Chigi, dove probabilmente verranno presentate le prime misure e impegni del governo.
L'ex Ilva rappresenta uno dei casi più complessi in cui il governo sta investendo molte ore. Con un'area a caldo smontata, l'ex Ilva non potrà più produrre e mantenere al lavoro i circa 10mila dipendenti, che hanno diritti speciali e una cassa straordinaria. Le ripercussioni occupazionali potrebbero essere gravi, poiché molti lavoratori potrebbero perdere il lavoro.
L'area a freddo dell'azienda, tuttavia, continua a funzionare e absorbe circa 1.600 persone, ma alcuni impianti come il treno lamiere e il laminatoio a freddo sono ancora inattivi. Le autorità cercano di trovare soluzioni per mantenere al lavoro possibile la parte a valle dell'area a caldo, come la fornitura di bramme da esterno e la creazione di nuovi investimenti per Taranto.
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